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lunedì 10 agosto 2009

Nuvole artificiali, scudo bianco che salverà la Terra

Studio danese: spariamole con i cannoni. Sistema ideato per riflettere i raggi solari e sconfiggere il "global warming"
di ANTONIO CIANCIULLO


ROMA - Una flotta da combattimento climatico per dichiarare guerra al global warming. Millenovecento navi schierate sugli oceani per sparare raffiche di pulviscolo a 5 chilometri di altezza, in modo da seminare nuclei di condensazione capaci di far nascere nuvole. In questo modo, utilizzando l'umidità dei mari per favorire il processo, si può creare uno schermo contro le radiazioni solari, uno scudo per respingere al di là dell'atmosfera una parte del calore in entrata. L'idea, rilanciata ieri dal Times e dal Financial Times, porta la firma del Copenaghen Consensus Center, un think tank diretto da Bjorn Lomborg, il docente di statistica diventato famoso dopo aver scritto "L'ambientalista scettico".

Secondo lo studio del Copenaghen Consensus Center, creare artificialmente le nuvole è meno costoso, in termini di riscaldamento evitato, delle politiche di riduzione delle emissioni che minano la stabilità del clima. Invece di riportare gli ecosistemi in equilibrio riducendo il peso dei fattori che li hanno sconvolti, e cioè tagliando i gas serra, il gruppo di Lomborg propone una cura basata sull'aumento dell'artificializzazione.

La geoingegneria, figlia degli studi condotti durante la guerra fredda per modificare il tempo in territorio nemico, mira a prendere con la forza il controllo del clima non solo creando nuvole ma usando un intero arsenale di strumenti d'attacco.

Ad esempio imbiancando le nubi esistenti, cioè spruzzando piccole gocce di acqua di mare nella parte bassa dell'atmosfera per modificare l'albedo delle nuvole, cioè la loro capacità di riflettere la luce solare. Oppure "fertilizzando" gli oceani con polvere di ferro, con iniezioni di azoto o con il rimescolamento delle acque profonde per far proliferare le alghe e catturare, grazie alla loro crescita, anidride carbonica. O ancora sparando grandi quantità di zolfo nell'atmosfera per simulare l'effetto di un'eruzione vulcanica che crea una nube di particelle in grado di schermare la radiazione solare.

Ipotesi dal sapore di fantascienza che però si sono già trasformate in possibile business per le centinaia di aziende che hanno fiutato l'affare inventando una nuova specializzazione: l'ingegneria su scala planetaria.

Una prospettiva che lascia perplessi i più autorevoli climatologi. Secondo Susan Salomon, dell'americana Noaa #National Oceanic and Atmospheric Administration#, "le proposte di geoingegneria comportano rischi consistenti". La maggior parte degli scienziati è convinta che i pericoli siano di gran lunga maggiori dei potenziali vantaggi: la fertilizzazione degli oceani, gli aerosol stratosferici, gli specchi orbitanti per riflettere la luce del sole sono tecniche non sperimentate che alterano in modo imprevedibile il funzionamento di sistemi complessi. Nel caso delle nuvole artificiali si può modificare la piovosità di aree critiche come l'Amazzonia, un ecosistema fondamentale per la sicurezza climatica. Nel caso della simulazione di un'eruzione vulcanica aumentano le piogge acide e si danneggia l'agricoltura.

Le nuvole stesse costituiscono un elemento di incertezza perché la loro presenza può avere due conseguenze opposte: a una certa altezza respingono le radiazioni solari in arrivo raffreddando l'atmosfera, a una quota inferiore moltiplicano l'effetto serra. Sarebbero abbastanza alte quelle che si potrebbero creare con i "cannoni" che sparano le particelle addensanti? Vale la pena dirottare a questo scopo risorse destinate alla creazione di un sistema energetico più efficiente?

Sul Bullettin of the atomic scientist Alan Robock, direttore del Centro per le previsioni ambientali della Rutgers University, ha pubblicato un'analisi titolata "Venti ragioni per cui la geoingegneria può essere una cattiva idea" elencando una serie di controindicazioni. La progressiva acidificazione degli oceani che non si può arrestare senza un drastico taglio delle emissioni di anidride carbonica, cioè senza abbattere l'uso dei combustibili fossili e la deforestazione. La distruzione da parte degli aerosol dello strato di ozono, un disastro che renderebbe inutili gli accordi di salvaguardia firmati a Montreal. L'impossibilità di tornare indietro una volta rotto l'equilibrio della natura.

(Repubblica, 8 agosto 2009)

Da non credere dove siano arrivati per mascherare la verità. Tra le altre cose, la sostanza "biancastra" la stanno già spargendo con gli aerei e non fa altro che aumentare ancora di più la temperatura terrestre.

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venerdì 14 settembre 2007

La finzione del riscaldamento globale


domenica 22 luglio 2007

RISCALDAMENTO GLOBALE E ALTRE AMENITÀ

Catastrofi, terremoti, inondazioni, avete visto il film "Una Scomoda Verità" di Al Gore (con la collaborazione della nota lobby) sui cambiamenti climatici?

Il film è un po' di parte. Piega spesso i dati a favore della tesi, e questo non è corretto.

Cerchiamo di capirci: è evidente che il clima del pianeta sta cambiando. E' anche sicuro che l'inquinamento non fa bene, ci mancherebbe, così come è sicuro che le scie chimiche ed i probabili esperimenti di guerra meteorologica correlati non sono un toccasana, anzi.

Eppure non è solo il nostro pianeta che sta cambiando. Su Plutone la pressione è aumentata del 300% negli ultimi 15 anni, ergo riscaldamento. Si sono verificati cambiamenti nell'atmosfera di Giove. Abbiamo assistito alla riduzione della calotta glaciale su Marte, ergo riscaldamento (approfondimento qui).

Che sia il sole, come ipotizzano alcuni astrofisici, o che sia una nube interstellare di passaggio, poco importa. Il fatto rilevante è che il surriscaldamento e gli sconvoglimenti climatici sono un fattore comune nel sistema solare, per quanto ci è dato di osservare.

Non ci sono i SUV su Marte!

E allora qualcuno ci spieghi cosa cazzo si sta inventando Al Gore con il supporto dei Rotschild.

Certo, il global warming è un ottimo cavallo di battaglia per un po' di cosette:

* stendere ancora un po' di vaselina sulla ormai prossima tassa globale che, secondo alcuni, potrebbe aprire la strada ad un governo globale per il nuovo ordine mondiale.

* convincerci che le scie chimiche sono utili perchè riflettono i raggi del sole

* nella migliore delle ipotesi, è un ottimo argomento per seminare il terrore nella popolazione. E' la minaccia perfetta, incombente su noi ed i nostri figli. E in più, la alimentiamo con i nostri gesti quotidiani! La prossima Grande Paura, funzionale all'obbedienza. Spaventato e preoccupato, il gregge disorientato esegue senza fiatare.


Ci sembra di sentirli, i nostri amici di sempre, mentre conducono questa nuova operazione.

Mentre ci guardano attraverso le finestre sapendo di non essere ascoltati, dalle loro stanze fortificate si leva una voce greve da attore, stabile fuori ma insicura dentro, che declama pressappoco così:


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O Gregge Disorientato! Guarda nel maxischermo, ascolta nel dolby surround, tocca con mano la tua prossima Grande Paura: Il Riscaldamento Globale (r)! E' la nostra ultima e più recente produzione. Ne andiamo particolarmente orgogliosi.

Ti abbiamo preso in giro per trent'anni con la Guerra Fredda (c) , e tu hai avuto paura.

Poi è giunto il nuovo millennio. Tu speravi in un mondo migliore. Anche noi, e così ti abbiamo dato il nostro personale messaggio di benvenuto: spaventandoti a morte. Il Terrorismo Islamico (tm) è stata la migliore delle nostre produzioni. Nessuno è al sicuro. Colpisce ovunque. E tu hai paura.

Trema, gregge, trema!
Ma perchè non tremi più come prima?

Forse le nostre produzioni danno segni di stanchezza.

Eppure ci siamo impegnati. Dal 9/11 abbiamo realizzato numerosi sequel pensati apposta per te: a Madrid, a Londra, dove abbiamo anche concesso il bis. Abbiamo scelto accuratamente la numerologia delle date (anche se tu non lo sapevi). Senza contare tutte le apparizioni televisive del Principe del Terrore e del suo vice! Perchè non reagisci più come una volta? Ti stiamo forse annoiando?

Abbiamo anche aggiunto l'interattività per farti sentire protagonista: negli aeroporti ti facciamo ispezionare accuratamente, ti costringiamo a girare con la bottiglietta dell'acqua chiusa in uno scomodo sacchetto trasparente, ti facciamo togliere le scarpe. Ci siamo perfino inventati i medici terroristi! Ma tu niente, non ti agiti più di quel tanto. Pieghi la testa e tiri avanti. Va bene l'obbedienza, ma a noi serve soprattutto la tua paura.

Forse il Terrorismo Islamico (tm) non tira più?

Che si stia avvicinando la data di scadenza?

Nel dubbio, introduciamo la nostra prossima produzione, la tua prossima Grande Paura: il Riscaldamento Globale (r).

Questa volta abbiamo inserito un elemento del tutto nuovo, dal quale ci aspettiamo molto.

Il nuovo elemento è il Senso di Colpa.

Per la prima volta nella storia delle nostre produzioni, tu - come singolo inquinatore e come gregge - sei responsabile della tua paura, delle tue ansie, del tuo peggiore incubo. Tu sei il protagonista. Tu sei il tuo nemico. Non è fantastico?

O gregge disorientato, tu devi avere paura.

Altrimenti prima o poi farai senza di noi.

E questo non possiamo permetterlo.


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Decidiamoci a mandarli a casa con le buone, che hanno rotto.

Ricordiamoci che il potere è nostro.

Vostro,
Felice Capretta

(Tratto da http://scie-chimiche.blogspot.com/)

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lunedì 16 luglio 2007

Il rapporto sul clima? Non scienza ma ideologia

di Fabrizio Proietti

Domani a Parigi la presentazione del documento sul riscaldamento globale. Molti esperti si dissociano: «La politica ha troppa influenza». [Da «Libero», 01 febbraio 2007]

È stato descritto come "la pistola fumante", la prova definitiva delle catastrofi prossime venture causate dal riscaldamento globale, a meno che non si agisca immediatamente. Ma il Rapporto sui cambiamenti climatici che verrà presentato domani a Parigi sarà piuttosto "il fumo senza la pistola", una vera e propria truffa ben organizzata ai danni dell’opinione pubblica con la complicità di politici e giornalisti. Gli scienziati dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, il Comitato inter-governativo sui cambiamenti climatici, istituzione nata in sede di Nazioni Unite) non presenteranno infatti il tanto atteso Quarto Rapporto, che consta di tre volumi per un totale di 1600 pagine, ma soltanto 12 misere pagine di «sintesi per i politici». Si tratta di un bel piatto pre-confezionato in cui si descrivono gli scenari apocalittici cui il pianeta sta andando incontro con la raccomandazione di prendere immediatamente una serie di decisioni politiche che poi – a vedere bene - hanno l’obiettivo di fare schizzare alle stelle i costi dell’energia e frenare le economie occidentali. Il bello è che nessuno potrà verificare l’esattezza di quei dati scientifici, perché il vero Rapporto - nonché l’abstract delle diverse sezioni - sarà tenuto segreto fino a maggio. Soltanto fra tre mesi infatti il Quarto Rapporto sui Cambiamenti climatici sarà reso pubblico, quando ormai l’effetto voluto dall’IPCC sarà raggiunto, con la massima pressione sui governi e sui politici che ancora resistono al Protocollo di Kyoto e alle altre misure dell’ambientalismo radicale. Il fatto curioso è che in questi tre mesi il Rapporto sarà “rivisto e revisionato”, secondo quanto scritto nel documento dell’IPCC che spiega le procedure del Comitato. In che senso sarà rivisto? Ce lo spiega ancora, in modo inquietante, il documento dell’IPCC: “I cambiamenti fatti dopo l’approvazione del gruppo di lavoro (quello riunito da lunedì a Parigi, ndr) saranno quelli necessari per assicurarne la conformità alla Sintesi per i politici”. In pratica, prima si fa la sintesi per i politici, poi si aggiustano i dati per confermarla. Procedimenti inattendibiliSi converrà che è un procedimento ben strano per un rapporto scientifico. Normalmente si dovrebbe presentare lo studio, così che altri scienziati possano verificarne l’attendibilità attraverso l’esame del metodo, dei dati, del procedimento usato.
Poi eventualmente i politici decidono di come tenere conto di tali risultati. E invece qui si fa il contrario. Troppo inusuale e contrario a ogni logica e al semplice buon senso per non farsi assalire dai dubbi. Dubbi che diventano certezza quando si va a indagare un po’ meglio sull’IPCC e si scopre che illustri scienziati, desiderosi di fare soltanto scienza e non politica, sono stati emarginati o costretti alle dimissioni proprio dai vertici dell’IPCC, in particolare da quelli che si sono insediati nel 2002, a cominciare dal segretario Rajendra Pachauri. Lo dimostra la lettera con la quale Christopher Landsea annuncia il 17 gennaio 2005 le sue dimissioni dall’IPCC. Landsea, del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), è uno dei massimi esperti mondiali di uragani tropicali e aveva già partecipato alla stesura del Secondo (1995) e Terzo (2001) Rapporto dell’IPCC, dove veniva chiaramente dimostrato che il riscaldamento globale non ha alcun effetto sull’attività e la frequenza degli uragani, il cui andamento ciclico è rimasto invariato in questi decenni e presumibilmente lo rimarrà nei prossimi. Senonché il 24 settembre 2004 Landsea salta dalla sedia quando le maggiori tv del mondo (con agenzie e giornali al seguito) rilanciano le dichiarazioni di Kevin Trenberth - lo scienziato nominato Autore Principale del capitolo cui lo stesso Landsea lavora - che in una conferenza stampa appositamente convocata afferma a nome dell’IPCC che gli uragani che stavano investendo le coste americane in quel periodo erano dovuti al riscaldamento globale. Verificate attentamente le fonti, cioè la registrazione integrale delle dichiarazioni di Trenberth, Landsea ingaggia una fitta corrispondenza con i vertici dell’IPCC per chiedere spiegazione di tali affermazioni che contraddicono chiaramente sia le conclusioni degli scienziati dell’IPCC sia tutta la letteratura scientifica sull’argomento. Sconcertanti le risposte del segretario dell’IPCC, Rajendra Pachauri, che minimizza parlando di esagerazioni dei giornalisti (anche all’ONU è sempre colpa dei giornalisti!) e del diritto degli scienziati a dire la propria idea. Landsea prova a replicare con l’evidenza dei fatti: i giornalisti hanno riportato esattamente quanto detto e Trenberth ha parlato a nome dell’IPCC e non a titolo personale. Ma è evidente che si trova davanti a un muro di gomma, perciò deve scegliere: vendere la sua credibilità scientifica e umana per rimanere nell’Olimpo degli scienziati “ufficiali” del clima - quelli che vanno in tv e vengono pagati a peso d’oro dall’ONU - o rimanere uno scienziato vero e dimettersi. Landsea sceglie la seconda strada ma spiega anche ai suoi colleghi che cos’è veramente l’IPCC e perché al prossimo uragano ci spiegheranno ancora che è tutta colpa del riscaldamento globale causato dall’uomo. Il caso Landsea non è però unico. Proprio poco dopo le dimissioni di Landsea, in Gran Bretagna il professor David Henderson, capo economista all’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), ha testimoniato davanti alla Camera dei Lord per dimostrare i clamorosi “errori” nei modelli matematici usati dall’IPCC per svolgere le proiezioni sui futuri incrementi di temperatura, al punto che “l’IPCC non deve essere vista come una fonte scientificamente rappresentativa e autorevole”. In precedenza, un altro noto climatologo, John Zillman, australiano, si era dimesso dall’ufficio di presidenza dell’IPCC (dove aveva seduto per molti anni) denunciandone la deriva ideologica. Ed è facile individuare proprio in Pachauri, il segretario dell’IPCC, uno dei massimi responsabili di questa deriva. Più volte Pachauri, ignorando il suo ruolo istituzionale, si è presentato come un attivista dell’ambientalismo che imputa all’uomo ogni problema del pianeta. Ad esempio, alla fine del 2004 firmò l’introduzione al rapporto allarmista stilato dalla britannica New Economics Foundation dichiarando poi all’agenzia Reuters che sperava che il prossimo Rapporto dell’IPCC (quello di cui si parla in questi giorni) “producesse un messaggio molto più forte”. Detto fatto. Pachauri – e chi lo sostiene al vertice dell’IPCC – ha ottenuto quanto desiderato. Ma attenzione: non è scienza, è ideologia e politica. E una truffa ai nostri danni.
© Libero


«Io, scienziato, svelo la truffa dell’IPCC» [Dal sito Svipop: sviluppo e popolazione]di Chris Landsea

Quello che segue è il testo integrale della lettera inviata dal professor Chris Landesa, uno dei massimi esperti mondiali sugli uragani, ai suoi colleghi scienziati il 17 gennaio 2005 per spiegare le sue dimissioni dall’IPCC in seguito alla grave manipolazione dei dati scientifici da lui elaborati. Cari colleghi, dopo alcune prolungate riflessioni, ho deciso di ritirare la mia partecipazione al IV Rapporto di Valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Ho deciso di ritirarmi perché mi sono reso conto la parte dell’IPCC che si avvale della mia esperienza è diventata politicizzata. Inoltre, quando ho espresso le mie preoccupazioni alla direzione dell’Ipcc, la loro risposta è stata semplicemente quella di ignorare i miei rilievi. Con questa lettera aperta alla comunità, desidero spiegare i fondamenti della mia decisione e mettere in luce cioò che io vedo come un problema nel procedimento dell’IPCC. L’IPCC è un gruppo di ricercatori provenienti da ogni parte del mondo che ogni qualche anno sintetiza come il clima sta cambiando e come potrebbe essere alterato in futuro a causa del riscaldamento globale provocato dall’uomo. Io sono stato sia l’autore del capitolo delle “Osservazioni” sia il recensore del Secondo (1995) e del Terzo (2001) Rapporto di Valutazione, principalmente sull’argomento dei cicloni tropicali (uragani e tifoni). Più in generale, il mio libro sugli uragani e i cicloni tropicali è stato ampiamente citato dall’IPCC. Per l’imminente IV Rapporto (AR4), diverse settimane fa mi è stato chiesto dall’autore principale del capitolo “Osservazioni” – dottor Kevin Trenberth – di scrivere la sezione sugli uragani dell’Atlantico. Come ho fatto in passato, ho dato la mia disponibilità all’IPCC per quello che penso essere un importante – e politicamente neutrale – contributo alla determinazione di ciò che sta accadendo al nostro clima. Poco dopo la richiesta, lo stesso dottor Trenberth ha partecipato a una conferenza stampa organizzata da alcuni scienziati ad Harvard sul tema “Gli esperti danno l’allarme sul riscaldamento globale come causa dell’intensificazione dell’attività degli uragani”, dando anche una serie di interviste sul tema. Il risultato è che ci sono stati molti servizi giornalistici che hanno spiegato la stagione 2004 degli uragani dell’Atlantico, molto intensa, con una causa antropogenica, ovvero con i gas serra prodotti dall’uomo. Aascoltando e leggendo le trascrizioni di questa conferenza stampa e delle interviste, è chiaro che il dottor Trenberth è stato accuratamente citato e sintetizzato nelle sue dichiarazioni senza tradire il suo pensiero. Questi servizi dei media hanno avuto il risultato di offrire la percezione che il riscaldamento globale abbia provocato un intensificarsi e aggravarsi dell’attività degli uragani. Sono rimasto molto perplesso vedendo che i partecipanti alla conferenza stampa di Harvard erano arrivati alla conclusione che il riscaldamento globale sta avendo un impatto sull’attività odierna degli uragani. Che io sappia, nessuno dei partecipanti alla conferenza stampa ha mai condotto una ricerca sulla variabilità degli uragani né hanno mai citato qualsiasi nuova ricerca sull’argomento. Tutte le ricerche precedenti e attuali sulla variabilità degli uragani hanno dimostrato che non c’è alcuna tendenza a lungo termine all’aumento della frequenza e dell’intensità dei cicloni tropicali, né nell’Atlantico nè in nessun altro bacino. Anche i Rapporti dell’IPCC del 1995 e del 2001 concludevano che non c’era segno di riscaldamento globale nell’attività degli uragani Inoltre, c’è una forte evidenza supportata dai più recenti attendibili studi in materia che qualsiasi impatto futuro del riscaldamento globale sugli uragani sarà molto limitato. Gli ultimi risultati del “Geophysical Fluid Dynamics Laboratory” (Knutson e Tuleya, Journal of Climate, 2004) suggeriscono che, intorno al 2080, gli uragani potrebbero avere venti e una piovosità più intensa del 5% rispetto ad oggi. E si considera che anche questo piccolo cambiamento da qui alal fine del XXI secolo può essere un’esagerazione (Micheels, Kneppenberger e Landsea, Journal of Climate, 2005). Non capisco perché i miei colleghi utilizzino i media per avvalorare l’insostenibile tesi che la recente attività degli uragani sia dovuta al riscaldamento globale. Dato il ruolo del dottor Trenberth come Autore Principale dell’IPCC, responsabile della preparazione del testo sugli uragani, le sue affermazioni pubbliche così distanti dalla attuale conoscenza scientifica, mi hanno portato a ritenere che sarà molto difficile che il processo dell’IPCC possa andare avanti con obiettività a proposito dell’attività degli uragani. Io penso che quando delle persone si identificano con l’IPCC e fanno affermazioni così lontane dall’attuale conoscenza scientifica, ciò minerà la credibilità della scienza dei cambiamenti climatici e nel lungo termine diminuirà il nostro ruolo nelle politiche pubbliche. Le mie preoccupazioni vanno oltre le azioni del dottor Trenberth e dei suoi colleghi, e riguardano il modo in cui egli e altri responsabili dell’IPCC hanno risposto alle mie considerazioni. Prima dell’evento mediatico, ho avvisato il dottor Trenberth fornendogli una sintesi dell’attuale conoscenza scientifica nella ricerca sugli uragani. E sono stato molto deluso quando, dopo aver dimostrato la manipolazione delle scienze climatiche e invocato l’intervento autorevole dell’IPCC, la direzione della stessa IPCC ha sminuito le mie preoccupazioni. In particolare la direzione dell’Ipcc ha detto che il dottor Trenberth parlava a titolo personale anche se era stato presentato alla conferenza stampa in qualità di autore principale dell’IPCC; mi è stato detto che i media avevano esagerato o travisato le sue parole, anche se la registrazione della conferenza stampa e delle interviste racconta una storia ben diversa (e disponibile direttamente sul web); e che le parole del dottor Trenberth riflettevano accuratamente le conclusioni del Terzo rapporto, anche se è evidente che il Terzo rapporto dice chiaramente che non c’è alcuna relazione tra il riscaldamento globale e l’attività degli uragani. La direzione dell’Ipcc perciò non vedeva alcun problema nelle infondate affermazioni del dottor Trenberth ai media, malgrado il suo ruolo imparziale che dovrebbe avere come autore principale del prossimo Quarto Rapporto. E’ certamente vero che “i singoli scienziati hanno il diritto di fare ciò che desiderano”, come ha detto uno dei responsabili dell’IPCC. Conclusioni differenti e dibattiti anche accesi sono certamente importanti per procedere nelle scienze climatiche. Ma questa non è una onesta discussione scientifica condotta in un incontro tra ricercatori sul clima. Al contrario, stiamo parlando di uno scienziato con un importante ruolo nell’IPCC e che si presenta come Autore Principale dell’IPCC, che ha usato la sua posizione per diffondere ai media e all’opinione pubblica la sua convinzione che l’intensa stagione degli uragani nel 2004 fosse causata dal riscaldamento globale, affermazione diametralmente opposta a ciò che la ricerca scientifica dimostra e contraria alle conclusioni del Terzo Rapporto dell’IPCC. Questa situazione diventa perciò problematica quando mi è richiesto di stilare la sezione sulle variazioni osservate nell’attività degli uragani per il Quarto Rapporto, considerato che – ironicamente – è proprio il dottor Trenberth il responsabile di questo capitolo. Proprio a causa delle affermazioni del dottor Trenberth, il procedimento dell’IPCC per la nostra valutazione di questi eventi cruciali nel sistema climatico è stato sovvertito e compromesso, e la sua neutralità perduta. Se è vero che nessuno può “suggerire” agli scienziati cosa dire o non dire (neanch’io suggerisco ciò), è pur vero che l’IPCC ha scelto il dottor Trenberth come Autore Principale e siè fidato della sua capacità di portare avanti questo compito da un punto di vista neutrale, non di parte. Quando gli scienziati tengono delle conferenze stampa e parlano con i giornalisti, devono essere molto attenti a non riportare parzialmente il lavoro dell’IPCC. Ed è interessante notare che il dottor Trenberth, così desideroso di condividere con i media il suo punto di vista su riscaldamento globale e uragani, si è rifiutato di farlo alla Conferenza sui Cambiamenti Climatici in gennaio dove pure ha svolto diversi interventi. Forse temeva che le sue speculazioni – degne di annunci pubblici – non avrebbero superato l’esame di colleghi scienziati del clima. Personalmente non posso in buona fede continuare a contribuire a questo procedimento che ormai ritengo motivato da agende pre-concette e scientificamente infondate. E siccome la direzione dell’IPCC non vede niente di sbagliato nelle azioni del dottor Trenberth e lo ha confermato come Autore Principale del Quarto Rapporto, io ho deciso di non partecipare più al Quarto rapporto dell’IPCC.
Cordialmente, Chris Landsea

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venerdì 13 luglio 2007

Live Earth e la bufala del riscaldamento globale!

Articolo di Elvis Novelli
Altra Informazione - Lunedì 2 Luglio 2007

Adesso basta! Basta farsi ingannare dai soliti burattinai che attraverso il solito terrorismo mediatico ci fanno sapere che il mondo sta finendo e gli unici che possiamo fare qualcosa siamo noi. Basta far credere alla gente che fra poco le calotte polari si scioglieranno salvo poi ribadire che c'è carenza di acqua, e che magari in Italia la sprechiamo perché la paghiamo troppo poco e quindi non abbiamo il senso del risparmio, mentre i nostri acquedotti perdono il 40% dell'acqua che vi transita dentro!

Basta a quei giornalisti embedded che ricamano notizie parlando di incendi dolosi in sud Italia e nello stesso servizio parlano di temperature oltre i 40°, come se ci fosse una correlazione, l'ho visto al Tg2?
E ancora basta dire alla gente che temperature come queste non si sono mai registrate, quando io stesso ricordo benissimo almeno altre tre o quattro estati (di cui due negli anni '80) con temperature vicine o superiori ai 40°, senza vento e senza pioggia per settimane.

Persino nel medioevo ci sono cronache di fiori e ortaggi cresciuti fuori stagione, e sia le nostre mamme che le nostre nonne ricordano estati anche più torride di queste. Ma se anche fosse vero che il clima cambia come si può avere la presunzione che noi, piccoli esseri viventi, possiamo decidere il destino di un pianeta che esiste da miliardi di anni? Questo è un atteggiamento tipico di una società antropocentrista, arrogante e ignorante al punto da praticare un vero e proprio cannibalismo quando decide di sfruttare i suoi stessi fratelli, il suo stesso popolo, ormai anestetizzato dall'era della grande multi-media-generation, per trarre ulteriore profitto e consolidare ancora di più un potere che presto deciderà anche quanta aria dovremo respirare.

Del resto lo sappiamo, mamma Tv pensa a tutto: ci dice come vestirci, chi votare, che orientamento sessuale seguire, chi odiare, chi amare e anche quando è il momento di pregare il grande padre: il dio denaro. Si, questi sono i nostri nuovi dei, denaro e tv. È paradossale, cerchiamo da secoli di separarci dai regimi dittatoreligiosi come il Vaticano del quale ancora oggi ne subiamo gli atteggiamenti bigotti e nel frattempo siamo soggiogati alla più grande dittatura che la storia ricordi; laddove infatti il Comunismo ha fallito, perché incapace di motivare la gente sul "popolo come una sola cosa" e laddove ha fallito il capitalismo perché incapace di dare ricchezza, ci sta pensando lo pseudo-benessere dell'era democratico-liberal-imperialista, che ci fa credere di avere tutto il mondo ai nostri piedi e invece non sappiamo nemmeno più da che parte siamo girati!

Le persone si conoscono virtualmente, si amano virtualmente, pagano virtualmente, vivono vite virtuali (e il fenomeno è in spaventoso aumento) all'interno di videogame che hanno oggi il ruolo che dal dopoguerra in poi hanno avuto i film, specie quelli provenienti da quella fabbrica di orientamento di massa che è Hollywood.

Ma torniamo al tema dell'articolo, perché la bufala del riscaldamento globale?
Allora proviamo a fare un giochino: di seguito scriveremo, in ordine più o meno sparso, una serie di fenomeni che, secondo scienziati ed esperti di tutto il globo, sono la causa della grande emergenza che affligge il mondo. Proveremo poi a dare una spiegazione logica al tutto esponendo una versione dei fatti che potrebbe dare parecchie risposte a domande che, come al solito, la gente dovrebbe farsi e che invece non fa. Si perché il segreto è sempre quello, porsi le domande giuste.

Primo esempio: In questi giorni, come sempre quando arriva il "gran caldo", si parla di consumi energetici eccessivi, si perché tutti, visti i martellanti spot e i prezzi accessibili, corrono a comprarsi il condizionatore e ovviamente nei giorni di calura eccessiva lo accendono.
Il risultato è che il fabbisogno di elettricità aumenta, la nostra produzione non basta e allora o compriamo energia dalla Francia o riduciamo i consumi (in genere si fanno entrambe le cose) scaglionando, come sta accadendo in Sicilia, l'utilizzo della corrente.
La verità è che le lobby attraverso i tg e gli spot ci incutono il terrore del terribile caldo con metodi di manipolazione mediatica ormai ampiamente sperimentati (terrorismo), ci dicono di comprare i condizionatori (primo guadagno) e ce li fanno utilizzare, tanto anche se consumano abbiamo le nuove tariffe flat figlie della privatizzazione(?) delle grandi multinazionali dell'energia (secondo guadagno), dopodichè ci dicono di usare meno corrente, così un giorno, quando il mondo sarà un posto migliore, "Loro" ci venderanno una nuova energia e ce la faranno pagare molto cara, però sarà per il bene del pianeta. Non vi convince?

Facciamo un altro esempio: per molti anni in Italia le macchine diesel erano molto rare, poi si sono iniziate a vendere sempre di più in quanto il prezzo della benzina continuava a salire, fino a che le vendite del diesel non hanno superato le vendite delle auto a benzina e stranamente, con mille scuse diverse, il gasolio ha iniziato ad aumentare fino al prezzo di oggi. Ma non c'era la concorrenza? Ma non costava meno? Non ci hanno forse detto che tutte le guerre le hanno fatte per far si che ciò non accadesse? Per far si che i "cattivi musulmani" non ci sfruttassero impossessandosi delle riserve di greggio mondiali? E perché se esistono auto che fanno oltre 30 km (anche 50km) con un litro di benzina non si è fatto un lavoro di ricerca per far si che fossero prodotte su vasta scala? Bè dai, questa è facile! Ovvio, per far si che "Loro" guadagnassero sempre di più.
Dunque le possibilità sono due: se pensate che quanto detto finora risponda perfettamente alla logica del mercato e vi sembra comunque giusto così: bravi il vostro Dio è veramente il Denaro e ormai siete lobotomizzati dalle "sue" leggi; se invece si sta insinuando nella vostra mente qualche dubbio, forse quanto di seguito scritto vi interesserà.

All'inizio del pezzo abbiamo parlato della Fame in Africa, ricordate il Live Aid? Bob Geldof e compagnia bella tutti pronti a convincere la gente che se si voleva salvare l'Africa bisognava che tutti facessero qualcosa. Le nostre donazioni avrebbero sfamato un bimbo africano, mentre la verità e che le nostre donazioni (anche quelle che fate con gli sms) vanno a rimpinguare le casse delle varie associazioni pseudo-benefiche che prima pagano gli stipendi da parlamentare dei vari delegati - vedi Unicef e compagnia bella - i quali poi vanno a colonizzare i vari paesi rendendoli dipendenti in maniera indissolubile alle nostre economie e ai nostri usi e costumi. Il resto lo fa il Fondo Monetario Internazionale che, gestito dai "soliti" Masson-banchieri internazionali (insomma Loro), comprano milioni di vite e ne succhiano ogni risorsa fino al midollo, indebitando i governi di questi paesi e rendendoli dipendenti dalla nostra economia, mantenendo all'occorrenza l'ordine con eserciti di mercenari al soldo delle nostre Mafie o con l'aiuto di politici e funzionari corrotti.

Giusto per restare in tema di cambiamenti climatici e anche per buttare altra carne al fuoco, cosicché a qualcuno possa venire qualche altro dubbio: perché nessuno parla delle correlazioni tra esplosioni nucleari sotterranee e scosse telluriche, c'è uno studio molto serio al riguardo eppure nessuno ne parla. Perché non ci dicono che fine hanno fatto le scoperte del Meteotron del Prof.Dessens che nel febbraio del 1964 sperimentò sotto gli occhi di decine di scienziati di tutto il mondo il suddetto marchingegno in grado di creare nuvole su un cielo sereno attraverso una serie di esplosioni! E perché nessuno parla del sistema Haarp, una fittissima rete di antenne che dal 1994 gli Stati Uniti hanno installato in Alaska ufficialmente allo scopo di studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni. Peccato che al proposito ci fu l'articolo di un giornalista ucraino (Yuri Solomatin), il quale denunciò inquietanti correlazioni tra sconvolgimenti climatici e il funzionamento di queste antenne, alla luce del fatto che lo stesso governo russo sperimentava cose simili.

E che dire di questo stralcio di un articolo riportato da Sorcha Faal dell'Accademia Russa delle Scienze, datato 22 dicembre 2004: "Un crescente e agitato tentativo, da parte dei maggiori scienziati mondiali, è ora in preparazione per comprendere una serie senza precedenti di "raffiche"/impulsi di energia da fonte ignota che stanno colpendo il pianeta, bombardando l'Antartide con raggi cosmici e disgregando i sistemi meteorologici dell'emisfero settentrionale su scala globale. La prima di queste raffiche di raggi cosmici avvenne quasi 5 anni fa e da allora è aumentata nella sua frequenza e intensità fino alla fine di Novembre 2004. Quello che era una volta il normalmente scuro cielo della regione Artica dell'emisfero settentrionale, è ora in un costante crepuscolo a causa di questi impulsi. Wayne Davidson, della stazione meteorologica del governo canadese a Resolute Bay, nel Circolo Polare Artico, dice a proposito di queste misteriosi luci: "L'intero orizzonte è acceso come per magia, come se la mano di Dio lo stesse sollevando".
Il primo Dicembre 2004, è stato registrato il più grande impulso che ha creato non solo un'onda d'urto nella comunità scientifica mondiale, ma anche in tutto l'emisfero settentrionale. Ciò ha avuto come risultato uno dei più grandi eventi meteorologici nella storia umana conosciuta, quando 225 Km2 della Cina sono stati avvolti nella nebbia, portando i sistemi di trasporto (in particolare quelli aerei) ad una sosta virtuale in tutto il paese."

Non trovate tutto ciò piuttosto inquietante? Non trovate che tutto ciò abbia più correlazioni con i cambiamenti climatici di quanto ne possano avere i vostri condizionatori e le vostre auto? Pensate solo ai delfini o alle balene inspiegabilmente spiaggiate che si lasciano morire, pensate a tutte quelle scoperte che nate come un bene per l'umanità sono inesorabilmente e immancabilmente diventate armi di distruzione. L'elettromagnetismo terrestre minato dall'uso indiscriminato di conoscenze a noi tenute nascoste da decenni, come quando il tedesco Reich scoprì l'energia Orgonica e venne perseguitato dal governo americano fino al punto che morì pazzo in un manicomio e i suoi libri furono bruciati come ai tempi di Hitler, e parliamo della fine degli anni '60!

Eppure lui già negli anni '50 con una macchina di sua invenzione fece crescere erba fresca su 8 miglia quadrate di deserto. E se queste conoscenze fossero oggi in mano a lobby di potere colluse con i grandi gruppi bancari mondiali che finanziano poi quegli enti governativi che vanno a fare le guerre in giro per il mondo? Cosa si potrebbe fare al clima della terra e chi ne trarrebbe profitto?

Va bene, diciamo che di domande fin qui ve ne abbiamo sicuramente suggerita qualcuna. Torniamo invece all'evento Live Earth. Per chi non lo sapesse tale evento altro non è che una serie di 9 concerti che si svolgerà in contemporanea in diverse località del mondo, allo scopo di sensibilizzare (leggasi indottrinare) la popolazione mondiale sugli effetti del surriscaldamento globale. Va detto che anche in questo caso il classico metodo del lavaggio del cervello ha funzionato alla perfezione. Infatti, dopo anni di martellamento su inquinamento, raccolta differenziata, effetto serra e surriscaldamento o ancora film a tema come "The day after tomorrow" e compagnia bella si arriva all'ultimo passo, ovvero l'evento mediatico su scala mondiale che nel giorno "X" ci farà sentire tutti uniti come una sola razza per il bene dell'umanità.

Bene, augurandovi tanto divertimento, ascoltando fior di musicisti e non che, indottrinati anche loro a causa delle quantomeno curiose sette o religioni che spesso frequentano, vi lasciamo ad un ultima riflessione, forse banale e scontata, ma che guarda caso ritorna ogni volta che si verifica un evento mediatico di così grande portata. Sarà infatti un caso, ma ricordo che la serie di concerti del Live Earth si terrà in una data molto curiosa che, chi mastica di esoterismo e di cabbalah, conosce molto bene: il 7/7/07, ancora più inquietante è lo slogan della manifestazione: "l'evento che cambierà il destino dell'umanità".

Elvis Novelli

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