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lunedì 10 agosto 2009

Nuvole artificiali, scudo bianco che salverà la Terra

Studio danese: spariamole con i cannoni. Sistema ideato per riflettere i raggi solari e sconfiggere il "global warming"
di ANTONIO CIANCIULLO


ROMA - Una flotta da combattimento climatico per dichiarare guerra al global warming. Millenovecento navi schierate sugli oceani per sparare raffiche di pulviscolo a 5 chilometri di altezza, in modo da seminare nuclei di condensazione capaci di far nascere nuvole. In questo modo, utilizzando l'umidità dei mari per favorire il processo, si può creare uno schermo contro le radiazioni solari, uno scudo per respingere al di là dell'atmosfera una parte del calore in entrata. L'idea, rilanciata ieri dal Times e dal Financial Times, porta la firma del Copenaghen Consensus Center, un think tank diretto da Bjorn Lomborg, il docente di statistica diventato famoso dopo aver scritto "L'ambientalista scettico".

Secondo lo studio del Copenaghen Consensus Center, creare artificialmente le nuvole è meno costoso, in termini di riscaldamento evitato, delle politiche di riduzione delle emissioni che minano la stabilità del clima. Invece di riportare gli ecosistemi in equilibrio riducendo il peso dei fattori che li hanno sconvolti, e cioè tagliando i gas serra, il gruppo di Lomborg propone una cura basata sull'aumento dell'artificializzazione.

La geoingegneria, figlia degli studi condotti durante la guerra fredda per modificare il tempo in territorio nemico, mira a prendere con la forza il controllo del clima non solo creando nuvole ma usando un intero arsenale di strumenti d'attacco.

Ad esempio imbiancando le nubi esistenti, cioè spruzzando piccole gocce di acqua di mare nella parte bassa dell'atmosfera per modificare l'albedo delle nuvole, cioè la loro capacità di riflettere la luce solare. Oppure "fertilizzando" gli oceani con polvere di ferro, con iniezioni di azoto o con il rimescolamento delle acque profonde per far proliferare le alghe e catturare, grazie alla loro crescita, anidride carbonica. O ancora sparando grandi quantità di zolfo nell'atmosfera per simulare l'effetto di un'eruzione vulcanica che crea una nube di particelle in grado di schermare la radiazione solare.

Ipotesi dal sapore di fantascienza che però si sono già trasformate in possibile business per le centinaia di aziende che hanno fiutato l'affare inventando una nuova specializzazione: l'ingegneria su scala planetaria.

Una prospettiva che lascia perplessi i più autorevoli climatologi. Secondo Susan Salomon, dell'americana Noaa #National Oceanic and Atmospheric Administration#, "le proposte di geoingegneria comportano rischi consistenti". La maggior parte degli scienziati è convinta che i pericoli siano di gran lunga maggiori dei potenziali vantaggi: la fertilizzazione degli oceani, gli aerosol stratosferici, gli specchi orbitanti per riflettere la luce del sole sono tecniche non sperimentate che alterano in modo imprevedibile il funzionamento di sistemi complessi. Nel caso delle nuvole artificiali si può modificare la piovosità di aree critiche come l'Amazzonia, un ecosistema fondamentale per la sicurezza climatica. Nel caso della simulazione di un'eruzione vulcanica aumentano le piogge acide e si danneggia l'agricoltura.

Le nuvole stesse costituiscono un elemento di incertezza perché la loro presenza può avere due conseguenze opposte: a una certa altezza respingono le radiazioni solari in arrivo raffreddando l'atmosfera, a una quota inferiore moltiplicano l'effetto serra. Sarebbero abbastanza alte quelle che si potrebbero creare con i "cannoni" che sparano le particelle addensanti? Vale la pena dirottare a questo scopo risorse destinate alla creazione di un sistema energetico più efficiente?

Sul Bullettin of the atomic scientist Alan Robock, direttore del Centro per le previsioni ambientali della Rutgers University, ha pubblicato un'analisi titolata "Venti ragioni per cui la geoingegneria può essere una cattiva idea" elencando una serie di controindicazioni. La progressiva acidificazione degli oceani che non si può arrestare senza un drastico taglio delle emissioni di anidride carbonica, cioè senza abbattere l'uso dei combustibili fossili e la deforestazione. La distruzione da parte degli aerosol dello strato di ozono, un disastro che renderebbe inutili gli accordi di salvaguardia firmati a Montreal. L'impossibilità di tornare indietro una volta rotto l'equilibrio della natura.

(Repubblica, 8 agosto 2009)

Da non credere dove siano arrivati per mascherare la verità. Tra le altre cose, la sostanza "biancastra" la stanno già spargendo con gli aerei e non fa altro che aumentare ancora di più la temperatura terrestre.

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venerdì 24 luglio 2009

Cambiamenti climatici: l'UE e MTV mobilitano i giovani

Sempre più fuorvianti le campagne contro il riscaldamento globale indotto dagli stessi che si spacciano come salvatori del mondo.
Eccone di seguito un ulteriore esempio.

La Commissione europea e MTV Networks International hanno lanciato la campagna "Play to Stop – Europe for Climate". Tale campagna, della durata di sei mesi, si rivolge ai giovani con l'obiettivo di renderli maggiormente consapevoli dei pericoli che comportano i cambiamenti
climatici e di mobilitarli in vista della conferenza sul clima che si terrà a Copenaghen nel prossimo
dicembre.
"Play to Stop" interessa 11 Stati membri dell'UE e prevede spot televisivi, un concerto di Moby a Stoccolma, due concerti di altri artisti a Budapest e a Copenaghen, trasmissioni via internet e giochi, oltre a un contenuto editoriale sulla lotta contro i cambiamenti climatici. La conferenza sul clima di Copenaghen, che deciderà il seguito da dare al protocollo di Kyoto, inizierà il 7 dicembre. "Nessun paese è al sicuro dagli effetti dei cambiamenti climatici e le generazioni future saranno le più colpite.
Per questo motivo MTV ritiene di fondamentale importanza l'informazione sull'urgenza del problema e la lotta contro i comportamenti che aggravano tali cambiamenti - ha dichiarato Antonio Campo Dall'Orto, vice presidente esecutivo di Music Brands per MTV Networks International - Ci siamo impegnati a combattere sistematicamente e quotidianamente questa battaglia, che concerne tanto la democrazia quanto l'ambiente, per un futuro più sostenibile ed
ecocompatibile. Siamo perciò fieri di sostenere, con la campagna "Play to stop-Europe for Climate", il prezioso lavoro che l'UE sta svolgendo a livello ambientale".
La campagna "Play to stop-Europe for Climate" si svolgerà in Bulgaria, Repubblica ceca, animarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito, Romania, Svezia, e Ungheria. Tre concerti di artisti conosciuti a livello internazionale avranno luogo a Stoccolma, Budapest e Copenaghen e saranno trasmessi su MTV.
Il primo concerto, a cui parteciperà Moby, è previsto a Stoccolma il 20 agosto.
Ogni concerto sarà tenuto in concomitanza di un importante evento in materia di clima: la settimana mondiale dell'acqua a Stoccolma, la settimana della mobilità a Budapest e la conferenza sul clima a Copenaghen.
I giovani sono consapevoli dei rischi posti dai cambiamenti climatici, ma raramente agiscono contro tale fenomeno. Da un'indagine svolta a livello europeo e pubblicata su http://ec.europa.eu/public_opinion/index_en.htm risulta che secondo i giovani il problema più grave a livello mondiale dopo la povertà è costituito proprio dal clima.
Tuttavia soltanto il 51% delle persone dai 15 ai 24 anni ha deciso di impegnarsi nella lotta contro i cambiamenti climatici e tale percentuale è la più bassa riscontrata per qualsiasi fascia d'età.
Questa campagna ha un duplice obiettivo: informare i giovani sulle conseguenze che potrebbe avere il mancato raggiungimento di un accordo a Copenaghen e canalizzare la loro energia alla vigilia della conferenza per esercitare pressioni sui responsabili politici affinché tale accordo sia raggiunto.
Durante l'intera campagna, i giovani avranno l'opportunità di scambiare pareri sui cambiamenti climatici e l'ambiente nonché idee su come tutelare l'ambiente sul sito "Play to stop" www.mtvplay4climate.eu.

Fonte: spot and web

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venerdì 14 settembre 2007

La finzione del riscaldamento globale


giovedì 13 settembre 2007

Il ministro alla Conferenza sul clima: "Temperatura cresciuta 1,4 gradi in 50 anni

Roma 12-13 Settembre: Conferenza sul clima.

Ecco cosa sta venendo fuori dalla conferenza sui cambiamenti climatici che si sta tenendo a Roma in questi giorni. I soliti allarmismi basati sull menzogne di chi si diverte a giocare un gioco sporco, che ha l'obiettivo di lucrare su gli investimenti da fare in nome di Kyoto, tra cui l'utilizzo del solare, dell'eolico e cosi via. Niente in contrario. Ma noi sappiamo che le vere cause di questi cambiamenti climatici indotti non sono dovute alla CO2 ma a qualcos'altro, tra cui le scie chimiche. Acoltiamo in diretta la disinformazione divulgata da questi teatrini appositamente inscenati per deviare la mente delle persone.

http://www.conferenzacambiamenticlimatici2007.it/site/it-IT/

Pecoraro: "Perdiamo un terzo delle coste


Per l'Italia riscaldamento record"
Napolitano: "Essenziale che l'Europa parli con una sola voce"


ROMA - "La temperatura in italia è aumentata quattro volte in più che nel resto del mondo: 1,4 gradi negli ultimi 50 anni mentre la media mondiale è di 0,7 gradi nell'intero secolo". Con questo dato allarmante il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha aperto la sua relazione alla conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, voluta dal ministero dell'Ambiente e organizzata dall'Apat, in corso al palazzo della Fao a Roma. Dopo aver lanciato una serie di allarmi su siccità, desertificazione, risorse idriche, il ministro ha ribadito la necessità di una politica globale immediata. "Il cambiamento climatico è qui e ora" ha detto Pecoraro Scanio. "Noi sappiamo che il nostro Paese è tra quelli che pagheranno il maggior prezzo in termini di danni ambientali, perdite di vite umane e salute, costi economici". Napolitano: l'Italia faccia la sua parte. I lavori si sono aperti alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato ha sottolineato che "il problema del cambiamento climatico e del futuro dell'ambiente sia uno dei più gravi e complessi problemi globali del nostro tempo". "Per influenzare intese e sforzi coordinati che devono realizzarsi a livello mondiale per fronteggiare il problema del cambiamento climatico innanzitutto è essenziale che l'Europa parli con una sola voce", ha detto Napolitano. "Quindi è necessario che si porti davvero avanti quella politica europea integrata dell'ambiente e dell'energia che è stata avviata nel Consiglio Europeo in primavera, e che l'Italia faccia la sua parte".
In Italia riscaldamento record. La temperatura in Italia è aumentata quattro volte di più che nel resto del mondo, ha ricordato il ministro. "Le piogge diminuiscono, gli episodi di siccità si moltiplicano, la desertificazione sta diventando un problema non solo per il Sud ma per la Pianura Padana. I nostri ghiacciai hanno perso metà del volume, e un chilometro su tre delle nostre coste basse è in arretramento. Il Po, come tutti i fiumi italiani, sta subendo riduzioni progressive delle portate medie mentre aumenta la variabilità tra piene e secche". Attuare il protocollo di Kyoto. "L'Italia ha accumulato dieci anni di ritardo e per colmare questo gap non basta la prima inversione di tendenza nelle emissioni dei gas serra che, secondo le stime dell'Apat, c'è stata nel 2006", spiega Pecoraro Scanio. "E' stato un segnale importante ma occorre un impegno massiccio". Combattere i cambiamenti climatici, precisa il ministro, "significa innanzitutto attuare il Protocollo di Kyoto entro il 2012 e procedere alle ulteriori riduzioni delle emissioni di gas serra indicate dall'Unione europea". I costi dei danni climatici. "Nel nostro Paese i costi per far fronte ai danni prodotti dai cambiamenti climatici si stimano a partire da 50 miliardi di euro all'anno". Riportando all'Italia le stime del rapporto Stern sull'inazione (nell'ipotesi che la temperatura globale cresca solo di 1,5 gradi) di fronte ai cambiamenti climatici, il ministro ha precisato: "la differenza tra quello che ci costa non agire e quello che ci costa agire è tra 10 e 40 volte maggiore a favore dell'azione. Tagliare le emissioni e fare l'adattamento - ha concluso il ministro dell'Ambiente - ci costa tra meno di cinque e sette miliardi ogni anno, contro un massimo di 200. E prima si fa meno ci costa". Ridurre le emissioni senza se senza ma. Pecoraro Scanio ha poi affrontato la questione delle emissioni. "Oggi solo in termini di anidride carbonica vengono emessi a livello mondiale tra 26 e 28 miliardi di tonnellate l'anno. Con il trend attuale" ha spiegato il ministro, "nel 2050 ci saranno 90 miliardi di tonnellate di Co2 in giro per l'atmosfera. Il pianeta con le foreste e gli oceani è in grado di assorbire oggi solo 12 miliardi di tonnellate, il 40 per cento. In futuro le capacità di assorbimento diminuiranno, perché più aumenta il riscaldamento più i sistemi naturali che catturano l'anidride carbonica si indeboliscono. Nel Mediterraneo lo scorso inverno l'assorbimento della Co2 è sceso del 30 per cento perchè la temperatura del mare era di due gradi sopra la media. E' urgente tagliare le emissioni perché il processo ci potrebbe sfuggire di mano e diventare incontrollabile". Meno cemento più risorse naturali. "L'unico adattamento che funziona è quello sostenibile, usando meno cemento e più risorse naturali". Secondo Pecoraro "dalla fine della conferenza nazionale uscirà un manifesto per il clima, una strategia per l'adattamento sostenibile della sicurezza ambientale". Il ministro dell'Ambiente ha ricordato inoltre come il piano di adattamento risponda a problematiche antiche per l'Italia, come quella del dissesto idrogeologico. La sfida è il solare. "La vera grande sfida è quella del solare, prendere questo grande distributore di energia e trasformare la sua l'energia" ha sintetizzato Pecoraro Scanio sul progressivo abbandono delle fonti fossili e sull'uso delle energie rinnovabili. Secondo il ministro "si deve lavorare all'adattamento sostenibile, inteso come lotta biologica, che permette di salvare la natura, la salute e permette di risparmiare". E aggiunge: "in Italia agire per l'adattamento significa mettere in sicurezza subito il rischio idrogeologico del nostro paese" attraverso, "un restauro ecologico". Levi Montalcini, i cambiamenti influiscono sull'uomo. "Sono molto lieta, un'ottima conferenza" è stato il commento di Rita Levi Montalcini, premio nobel e senatore a vita, a margine dei lavori della conferenza nazionale sui cambiamenti climatici. La scienziata ha espresso apprezzamento per il discorso del ministro dell'Ambiente che "ha esposto molto bene" i pericoli che derivano dagli squilibri climatici. "Come scienziata - ha aggiunto - so anche ciò che non è stato detto: il cambiamento di clima influisce anche sull'uomo".

Fonte: Repubblica.it

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lunedì 13 agosto 2007

Misurazione del riscaldamento globale


Articoli scelti e tradotti da OneSkyFriends.


Da queste centraline l'IPCC rileva i cambiamenti climatici e ne pubblica i risultati.

I dati delle stazioni meteo nascosti al pubblico: scienziati dichiarano cover-up governativo

Michael Asher, 7 agosto 2007 Daily Tech



La teoria del riscaldamento globale comincia a spiegarsi con una serie di semplici fatti, le stazioni di monitoraggio delle temperature superficiali hanno indicato un aumento di un grado rispetto al secolo passato. Ma da dove arrivano queste letture delle temperature? La maggior parte sono segnalati da stazioni volontarie, solitamente nient'altro che un termometro all'interno di una piccola capanna di legno o sotto una sporgenza del tetto. Negli Stati Uniti esistono 1.221 di tali centraline, interamente amministrate dal National Climatic Data Center, un ramo del NOAA.

Due mesi fa segnalai una iniziativa per convalidare questa rete. Un gruppo volontario diretto dal meteorologo Anthony Watts ha riscontrato seri problemi. Non solo le postazioni non rispettano le richieste NCDC, ma lo sviluppo invasivo ha posizionato le stazioni in luoghi inadatti e ridicoli, sul nero e caldo asfalto, vicino a barili per incenerire rifiuti, a lato di sfiati di scarichi di calore e persino fissati a camini caldi e sopra le griglie esterne.



Da allora in poi una radio di Seattle ha intervistato il direttore NCDC, il Dott. Thomas Peterson, informandolo della questione e chiedendo lumi su questi problemi. Tre giorni dopo NCDC ha rimosso tutti gli accessi web alle ubicazioni delle stazioni, citando “preoccupazioni di segretezza”. Senza questi dati (che erano stati pubblici per anni), lo sforzo di convalida è stato bloccato. Non è più stato possibile individuare nessuna stazione.

Gli scienziati furono rapidi nel rispondere. Il climatologo Roger Pielke dell'Università del Colorado, ha descritto l’atto come un cover-up per impedire un accurato esame pubblico. Più incredibilmente, ha rivelato che i ricercatori erano stati per anni pressati dal governo per convalidare essi stessi la rete, e che NCDC aveva iniziato e poi annullato il progetto, rifiutando di rendere pubblici i dati presumibilmente per evitare scandali di questo tipo. Insieme a Watts ed altri, Pielke ha invitato il governo a smentire.




Tutto ciò ha costretto NCDC a rendere nuovamente pubbliche le ubicazioni, ma finora non riescono a centrare la radice del problema; le posizioni interamente insoddisfacenti di molte centraline di registrazione rendono i dati risultanti non fidati e compromettono un database su cui è basata molta dell’energia e della politica ambientale degli Stati Uniti.




Blogger trova “millenium bug” nei dati climatici della NASA

Daily Tech

Sabato 11 agosto 2007

Correzione dei dati statistici: il 1988 non è stato l’anno più caldo.



Il precedente articolo ha dettagliato il lavoro di una squadra volontaria per valutare i problemi con i dati delle temperature degli Stati Uniti usati per i modelli climatici. Uno di questi volontari è Steve McIntyre, che dirige climateaudit.org. Mentre controllava i grafici storici delle temperature, ha notato una discontinuità sconosciuta, o “un salto” in diverse località, interamente avvenuti intorno al periodo del gennaio 2000.

Questi grafici sono stati generati da Reto Ruedy della NASA e da James Hansen (che ha sparato a zero quando accusò la gestione di tentare di censurare i suoi punti di vista sul cambiamento del clima). Hansen ha rifiutato di fornire a McKintyre la procedura usata per generare i dati del grafico, ma McKintyre l’ha ricostruita. Il risultato è sembrato essere un bug nella manipolazione dei dati grezzi.

McKintyre ha notificato un paio di bug; Ruedy ha risposto e riconosciuto il problema come “svista" che sarebbe stata riparata negli aggiornamenti dei dati seguenti.

La NASA ha silenziosamente corretto i dati ed i cambiamenti sono sbalorditivi. L'anno più caldo decritto è ora il 1934. Il 1998 (lungamente strombazzato dai media come record) scende al secondo posto. Il 1921 diventa terzo. Infatti, 5 dei 10 anni più caldi nelle registrazioni, ora si presentano tutti prima della seconda guerra mondiale. Anthony Watts ha inserito i nuovi dati sotto forma di tabella, con un sommario più dettagliato degli eventi.

L'effetto della correzione sulle temperature globali è secondario (circa 1-2% in meno dei dati precedenti), ma l'effetto sulla macchina propagandistica del riscaldamento globale degli Stati Uniti potrebbe essere enorme.

Sospetto fortemente che questa storia riceverà poca o nessuna attenzione dai media ufficiali.


Vedi anche:

mercoledì 1 agosto 2007

V-Day - Vaffanculo Day by Beppe Grillo

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Ottima iniziativa degna di plauso da parte di http://www.sciechimiche.org/, per protestare contro le scie chimiche durante il V-Day indetto da Beppe Grillo.
E' possibile approfittarne anche per scaricare il documento della petizione contro le scie chimiche e farlo firmare nelle piazze italiane, per poi inviarlo all'associazione Salute e Ambiente come indicato sul sito.

Per maggiori informazioni potete seguire questo link: http://www.sciechimiche.org/v-day/v-day.html

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giovedì 26 luglio 2007

Ecco come combattere il caldo!!!

Finalmente scoperto il metodo per fronteggiare l'ondata di gran caldo che in questi giorni sta mietendo vittime in tutta Europa!
Il suggerimento brillante e perspicace arriva direttamente dal nostro governo in particolare dal ministro della salute Livia Turco!

"Il caldo si combatte anche con un abbigliamento adeguato. Per questo motivo, il ministro della Salute, Livia Turco ha invitato "tutti gli uffici pubblici e privati italiani a proporre ai propri dipendenti di non usare la cravatta durante le ondate di calore come quella che sta attraversando parte della penisola in questi giorni". Togliere la cravatta, ricorda il ministero, "produce infatti un immediato abbassamento della temperatura corporea valutabile tra i 2 e i 3 gradi centigradi, con beneficio dell'organismo e con conseguente minore necessità di refrigerio permettendo un più oculato uso del condizionamento artificiale dell'aria, (siete i soliti italiani spendaccioni che non rispettano neanche il protocollo dei protocolli (Kyoto) ndr.)a tutto vantaggio del risparmio energetico e della tutela dell'ambiente".

Fonte

Peccato che le temperature in questi giorni stiano raggiungendo i 40-45° e chissà se gli anziani italiani (indossano le cravatte? Anche le donne?) se la sentiranno di spegnere il condizionatore (se ce l'hanno). Ma comunque anche se non volessero spegnerlo, ci pensa l'Enel a staccare la spina per un po', lasciando queste persone sotto cottura per qualche oretta.

Ma non preoccupatevi, se il black out durerà "più del dovuto" (quale sarà poi il "più" chissà...) cari anziani defunti, state tranquilli, il governo ha istituito un fondo speciale (pagato con tagli agli stipendi degli "onorevoli"), verrete rimborsati cosicché alla prossima ondata di caldo potrete recuperare il fresco perduto!

Nel frattempo il bombardamento mediatico e il lavaggio del cervello, avanzano incondizionati su vari fronti: incendi, morti per caldo, temperature oltre ogni record, scioperi di dipendenti per il troppo caldo.

In Romania (fonte) ci sono stati 18 morti mentre in Bulgaria il caldo è arrivato a 44°.

In Italia è allarme rosso nelle grandi città per le fasce più a rischio, anziani, malati e bambini. Ma l'emergenza ha una portata più vasta di quella legata alle ondate di calore.
Il clima è sotto stress e le stime parlano in Italia di un aumento della mortalità del 3% per ogni grado di crescita della temperatura media nazionale. Questo significa che in una città come Roma, considerando la media giornaliera di 50 morti al giorno, sono possibili fino a 2 morti al giorno in più per gli effetti dei cambiamenti climatici.

In Sicilia alcuni stabilimenti hanno deciso di mandare a casa i propri dipendenti e di fermare gli impianti. Nel Petrolchimico di Priolo e a Gela sono stati mandati a casa centinaia di lavoratori delle ditte dell'indotto. A Termini Imerese, buona parte degli operai della Fiat ha rinunciato alla paga per tornare a casa. Attraverso i sindacati, hanno comunicato alla direzione che scioperavano per il troppo caldo e poi hanno lasciato la fabbrica.

Dal fronte incendi, l'Italia viene arsa da mani dolose. Chi saranno poi questi piromani chissà... Forse persone interessate al disboscamento per incrementare l'avanzamento del cemento? E quindi il giro di mazzette pagate ai politici? Chissà.
La Protezione civile è intervenuta contro sette vasti roghi, soprattutto in Sicilia, Calabria, Abruzzo e Sardegna.

Intanto mentre c'è chi sceglie il tema "caldo" per farne un concorso fotografico, (non male come idea magari per pubblicizzare qualche condizionatore d'aria!) noi rimaniamo dubbiosi sul consiglio del nostro ministro Livia Turco e, invece di un paio di gradi in meno, preferiamo indossare la nostra cravatta preferita e le facciamo i complimenti per la fantasia e l'originalità con cui ci prende per i fondelli!

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